Scopriamo il sodalizio fortunato fra cibo e arte in otto grandi opere… “buone”.

C’è chi mangia al volo, chi ama (e può) concedersi una pausa pranzo lunga e serena. C’è chi mangia da solo e chi in compagnia ma da sempre il momento del pasto ha caratterizzato la vita dell’uomo e, come tale, da sempre ha ricoperto un ruolo fondamentale nell’arte.  Vediamo come gli artisti più grandi hanno saputo donare un tocco diverso alle loro tele intrise di colore…ma anche di “bontà”.

Vincent Van Gogh – “I mangiatori di patate”

Il famoso quadro di Van Gogh mette in primo piano le figure dei contadini che si ritrovano insieme all’ora di cena: davanti a loro, un pasto povero, fatto di un unico piatto di patate. Van Gogh vuole sottolineare attraverso il pasto frugale la fatica fisica dei contadini che vivono una vita di stenti.

L’arte di Warol esprime in questo quadro un’idea precisa: la lattina della famosa minestra in scatola Campbell, il prodotto di massa consumato da tutti gli americani, dal presidente degli Stati Uniti all’uomo comune, diventa il soggetto iconografico portavoce dell’American Way of Life, simbolo di una società basata sull’uguaglianza.

Giuseppe De Nittis – “Colazione in giardino”

L’opera trae ispirazione dai dipinti impressionisti di Manet e di Renoir: la tavola è apparecchiata con cristalli e porcellane ed è il punto focale della scena, ovvero un momento tranquillo immortalato come un’istantanea dal pittore, dove il rito della colazione diventa la scusa per prendere una pausa dalla frenesia quotidiana.

 

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